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Le nostre risorse

La natura geologica delle colline dell'astigiano, costituita prevalentemente da argille scagliose, marne, gessi e banchi arenacei marnosi alternati a spessi strati di calcare, non permette certamente la formazione di falde acquifere sufficienti a creare  buone sorgenti idonee all'uso alimentare.
stratigrafia pozzo
L'acqua presente nella nostra zona di influenza è scarsissima e la sua qualità è assai scadente; inoltre la durezza di quest'acqua, misurata in gradi francesi, è altrettanto elevata.
Uno studio pressoché completo sulle principali manifestazioni idriche sotterranee nella zona meridionale dell'astigiano è dovuto allo studioso Prof. F. Sacco che, a questo proposito, ha raccolto una mole di dati non indifferente.
Il Prof. Sacco, facendo riferimento alle conferme ottenute da diverse indagini sperimentali effettuate nel corso del tempo, afferma che le falde acquifere sotterranee particolarmente interessanti per gli scopi idropotabili e nello stesso tempo di una certa ricchezza sono quelle che si trovano a Cantarana, a Cortiglione e nella zona denominata Valleversa.
Il Prof. Sacco, riferendosi particolarmente al territorio servito dall'Acquedotto Valtiglione, aggiunge che anche nel comune di Costigliole d'Asti vi è una quantità di acqua che potrebbe essere interessante per i fini idropotabili del Valtiglione, purtroppo essa è molto mineralizzata e al fine di essere distribuita richiederebbe numerosi trattamenti alcuni di loro particolarmente onerosi al punto di rendere per nulla conveniente il suo utilizzo.
E' per questo motivo che, dopo avere prelevato per alcuni anni acqua dal fiume Tanaro che passa nelle vicinanze della sede in San Marzanotto, dal 1968, data dalla quale anche il trattamento fino allora effettuato non poteva garantire oltre la potabilità dell'acqua, l'Acquedotto Valtiglione attinge tutta l'acqua che distribuisce ai suoi utenti dalle sorgenti sotterranee di Ferrere d'Asti e Cantarana.
In seguito al consumo sempre crescente di acqua potabile da parte degli utenti tale da compromettere la ricostituzione adeguata della falda di attingimento, l'Acquedotto Valtiglione unitamente alla Regione Piemonte, alla Provincia di Asti, all'Università degli Studi di Torino e ad altri enti gestori del servizio acquedotto, tra il '95 ed il '96, ha impegnato una parte delle sue risorse finanziare per condurre uno studio idrogeologico che approfondisse il patrimonio delle conoscenze che possediamo sulla falda di Cantarana.
In conformità a questo studio oggi possiamo dire con certezza che sappiamo molte cose in più sull'acqua che beviamo ma sappiamo anche che sono tantissime le cose da fare per salvaguardare questa falda affinché nel futuro tutti gli uomini che verranno dopo di noi possano utilizzarla con la stessa nostra soddisfazione.
Oggi, per esempio, sappiano che la "nostra" acqua proviene addirittura dal lato destro del fiume Po e per raggiungere i nostri rubinetti deve attraversare tutto l'altopiano di Poirino.
Alla fine del suo cammino questa falda allarga il suo fronte e si predispone secondo una linea orizzontale larga quanto un ipotetico segmento che collega tra loro i comuni di Castelnuovo Don Bosco e di Canale.
Ci sono però altre cose da sapere, sicuramente molto più importanti.
Le dobbiamo conoscere e soprattutto le dobbiamo tenere sempre bene a mente:

1) l'acqua è preziosa: deve essere utilizzata solo nella quantità strettamente necessaria;
2) l'acqua è una risorsa particolarmente vulnerabile: ricordiamoci tutti, di evitare il più attentamente possibile ogni forma di spreco.